Dialogo medico-paziente: MONDI POSSIBILI.

 

Laboratorio di Teoria U per Cittadinanzattiva Firenze

Nel dialogo tra medico e paziente, che succede se oltre ai ruoli facciamo parlare le persone? Su quali aspetti bisogna lavorare per migliorare questa relazione così delicata?

Un buon contatto - autentico, empatico, efficace – instaurato da un medico che sa trasmettere al paziente la sua attenta presenza, e un paziente che ascolta con fiducia crea un rapporto positivo, un clima di rispetto, cooperazione e alleanza.

Pensando a un approccio che guardi alla persona e non alla malattia, sia per il medico che per il paziente il dialogo è un aspetto cruciale.

Grazie all'iniziativa di Cittadinanzattiva Firenze e Franco Alajmo, e alla co-facilitazione con Alessandra Pistillo, ecco un bel progetto di comunicazione che può ispirare.

CITTADINANZATTIVA FIRENZE

Laboratorio di Teoria U per Cittadinanzattiva Firenze

Pratiche di dialogo basate sulla Teoria U  sperimentate all'interno del Progetto Dialogo medico – paziente, iniziativa di Cittadinanzattiva Firenze, col patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e odontoiatri della Provincia di Firenze. 

  • Case clinic – Dialogo a gruppi

  • Journaling – Risposte scritte dei singoli partecipanti a domande aperte

  • Plenario – Dibattiti

  • Plenario – Riflessioni sul materiale scritto dai partecipanti.

Qui il link all’articolo su Cittadinanzattiva. Il Dtt. Franco Alajmo, Coord. Assemblea territoriale Toscana, ci racconta che alla fine di questo percorso di tre giornate tra  medici di famiglia e cittadini/pazienti sono emersi alcuni punti a comune, che vanno dal concetto che “la sanità siamo noi” all’affermazione che “le cose non vanno ma non si deve stare a lamentarsi e continuare a non agire aspettando un deus ex machina”. Dalla discussione nata con questa ultima affermazione, così frequentemente espressa in tanti differenti contesti del nostro mondo quotidiano, siamo giunti a prospettare il concetto che questo stato di “lamentosità” non propositiva rappresenti uno stato di fragilità volontaria, uno stato di passività negante ogni possibilità di riscatto e di costruzione di un io-attivo-propositivo: una mancanza di speranza e di aspettative, che abbassa le difese dell’individuo, ne riduce gli anticorpi, lo rende inevitabilmente suscettibile di soccombere di fronte a malattie, ingiustizie, soprusi e avversità di ogni tipo, naturali, sociali, economiche e così via. Qui illink all’artico Esiste una fragilità volontaria?